Voltaire: caro Bartleby volevo invitarti a riflettere su alcuni gesti della politica che in questi giorni hanno attirato la mia attenzione.
Quando l'altro giorno ripensavo al potere assoluto di Luigi XIV, mi chiedevo se qualcuno avesse notato alcuni gesti intercorsi tra lui e il suo Ministro (...) . Si continuava a discutere sull'opportunità o meno di portare avanti la guerra d'Olanda. Come sai il Trattato di Aquisgrana aveva creato una divisione territoriale di confine molto complessa tra i Paesi Bassi spagnoli e il nostro regno, con numerose enclave, il che era continua fonte di dispute e rendeva insicure le frontiere settentrionali della Francia.
Fu a quel punto che il nostro Ministro contestò al Sovrano la conduzione degli affari esterni. Era un presteso. Ben presto si capì che dietro quella contestazione c'era la necessità di difendere uno spazio di autonomia e, nello stesso tempo di potere.
Bartleby: ma cosa c'entrano i gesti con questa storia ?
Voltaire: la cosa che più mi colpì nel loro dialogo fu il modo in cui le tesi sostenute si palesarono attraverso i gesti. Luigi XIV aveva il dito puntato con il suo Ministro quasi a incutergli paura e minaccia. Sapeva bene infatti di poter contare sull'accusa di lesa maestà per farlo, in qualunque momento, condannare.
La reazione del Ministro fu più sottile. Avendo capito che il Sovrano aveva acquistato il parere dei suoi colleghi, i Ministri (...), dapprima rivolse loro uno sguardo di stupore, per poi battere le mani in senso di sfida e di dilegio, quasi a far capire loro che era ben consapevole che avessero ceduto alle sue pressioni.
Bartleby: Ebbe certo coraggio...
Voltaire: sì, Bartleby, molto coraggio, soprattutto quando chiamato a pronunciarsi sull'adesione alla guerra, non solo sostenne di essere contrario e di far questo per il bene della Francia, ma sfidò il Sovrano, con un gesto della mano, a cacciarlo da quella riunione e farlo imprigionare nella Bastiglia.
Bartleby: e gli altri Ministri ?
Voltaire: gli altri Ministri rimasero in silenzio, alcuni chinarono il capo, altri sorrisero con aria di superiorità e disprezzo. Ma nessuno capì che quei pochi gesti avrebbero segnato l'inizio della fine per il regno di Luigi, nostro Signore.
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